San Lorenzo, diacono e martire, servo dei poveri.

Perché oggi facciamo festa? Solo per tradizione, perché i nostri antichi padri si sono scelti fin dall’antichità San Lorenzo come patrono?

Non è solo per tradizione che oggi siamo qui, in tanti, anche se è giusto, è bello tenere in vita le antiche tradizioni, ma perché siamo certi che San Lorenzo continua a dire qualcosa a tutti noi, alla nostra Città di Santena che in quest’anno vede la presenza di tante persone per il 150° dell’Unità d’Italia e della morte di Cavour, ma che sta vivendo anche un momento particolare per la mancanza del Sindaco, le cui funzioni, tra l’altro sono svolte egregiamente dal Sig. Commissario dott. Giuseppe Zarcone, affiancato dalla dott. Barbara Buffa, Vicecommissario, che saluto cordialmente, insieme con i rappresentanti di tutte le numerose associazioni santenesi presenti.

Onorare un Santo, festeggiarlo vuol dire sentirlo vicino e anche cercare di imitarlo. Accogliamo allora le provocazioni che San Lorenzo oggi ci lancia, attraverso le vicende della sua vita, ma soprattutto attraverso la Parola del Signore che abbiamo ascoltato.

Ci racconta la storia che, fatto arrestare dall’Imperatore (anno 258) insieme al Papa Sisto II, Lorenzo, diacono della Chiesa di Roma, non fu condotto a morte subito, perché i persecutori speravano di strappargli i beni della Comunità cristiana che lui amministrava, come diacono.

Lorenzo fu arso vivo alcuni giorni più tardi, dopo che aveva dichiarato di non possedere altre ricchezze che i poveri alui affidati dalla Chiesa. “Ecco i nostri tesori!” I poveri sono la ricchezza della Chiesa.

Se ci guardiamo intorno vediamo che i poveri aumentano sempre più: famiglie, anche delle nostre, che, a causa della mancanza di lavoro e della crisi economica, non riescono ad arrivare alla fine del mese, e si rivolgono alla Comunità per avere un sostegno, non solo morale, ma anche materiale e economico.

Penso ai volontari della Caritas Parrocchiale che quotidianamente sono vicini a tante famiglie, all’Associazione Santena Solidale della Casa Riposo Forchino, alle varie associazioni di volontariato presenti sul nostro territorio e qui ben rappresentate dai loro labari intorno all’altare, dalla Croce Rossa, al Centro di Aiuto alla Vita, ai donatori di sangue AVIS e FIDAS, alla Pro Loco, ai SS. Cosma e Damiano, al Centro Anziani che come sempre sta lavorando per distribuire a tutti il pane con le noci benedetto alla conclusione della processione … Penso a tutte quelle persone che impegnano parte del loro tempo, delle loro energie e capacità a servizio della Comunità … a tutti voi va il grazie sincero di tutti i santenesi.

San Lorenzo ci dice: (sono le parole di Gesù che oggi risuonano per noi) “ chi ama la sua vita la perde”, chi invece dedica la sua vita per gli altri la ritrova!

A tutti san Lorenzo dice: Continuate su questa strada di impegno, ma lavorate insieme, collaborate, condividete … questa è l’unica strada per dare qualche risposta, per risolvere qualche problema … e sottolineo ancora questo insieme:perché quest’anno, oltre che a fare delle celebrazioni per ricordare i 150 anni dell’unità d’Italia, dovremmo anche impegnarci di più e sul serio perché la nostra Italia sia sempre più unita, la nostra Comunità sia più unita e concorde, perché tra di noi tutti ci sia questa unione, sicuri che, come dice l’antico proverbio, solo l’unione fa la forza.

“Il Signore ama chi dona con gioia”: l’abbiamo sentito nella seconda lettura e ognuno di noi sperimenta questa gioia quando riesce a fare qualcosa per gli altri.

San Lorenzo, diacono, cioè servo dei fratelli più poveri, ci aiuti ad aprire la nostra mano e soprattutto il nostro cuore…

Il pane con le noci che verrà benedetto e distribuito vuol essere proprio il segno concreto di questo impegno di condivisione e di cammino comune per vivere “la vita buona del Vangelo”.

Che mangiando l’unico pane, il Pane dell’Eucaristia, noi possiamo diventare davvero un solo corpo.

Amen.

Omelia del parroco don Nino

10 agosto 2011

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