Campi estivi 2010: un bilancio
Ogni anno sembra sempre il migliore. E, invece, di volta in volta si riesce sempre di far meglio rispetto al passato. È questo il bilancio di questa estate appena trascorsa, con i suoi quattro campi estivi, per complessive altrettante settimane di impegno, 144 partecipanti e 21 tra educatori ed animatori coinvolti.
I primi tre turni hanno avuto come teatro la casa alpina parrocchiale “La Ciamusira” di Brusson, con la nuova gestione affidata dall’inverno 2009-2010 a Monica Grassi e Manuel Moro. La soddisfazione da parte di tutti i partecipanti ai campi, animati ed educatori, è stata notevole per l’accoglienza, il servizio, la pulizia dei locali e la disponibilità del personale e dei gestori. L’ultimo turno, invece, ha avuto come teatro il complesso del santuario di Notre Dame du Laus, nel dipartimento francese delle Hautes Alpes, con viaggi e spostamenti in luoghi significativi della spiritualità: Ars sur Formans, sui luoghi di san Giovanni Maria Vianney, e il santuario mariano de La Salette.
Il grande impegno profuso nella preparazione dei campi, che è un obiettivo dalla realizzazione in costante crescita di anno in anno, porta inevitabilmente i suoi frutti: l’esperienza della settimana insieme parte molto prima dell’inizio del campo ed è un bel dono che gli educatori ed animatori fanno ai ragazzi, tanto migliore quanto più è preparato con cura; il servizio che i grandi fanno ai più piccoli si nutre della gratuità che è secondo il cuore di Dio, che non guarda alla soddisfazione personale del “fare gli animatori”, ridotta al tempo concentrato e bello del campo, ma ha la sua ragion d’essere in una passione educativa che non è fatta di estemporaneità e “ultimo minuto”.
L’aver lavorato in questa direzione, seppure ancora con differenze tra un campo e l’altro, insieme alla partecipazione attiva e propositiva dei ragazzi, che quest’anno hanno dimostrato tutti grande interesse e disponibilità, ha restituito un bilancio assai positivo per tutti i campi estivi parrocchiali. Inoltre è da aggiungere – non nuova, ma in quest’estate 2010 assai significativa – l’ottima capacità di coinvolgimento dei ragazzi nei confronti dei loro amici e coetanei: alcuni di loro hanno partecipato ai campi perché invitati dai loro amici, sulla scorta dell’esperienza fatta l’anno scorso. Un segnale importante per vivere davvero l’essere comunità cristiana e annunciare il vangelo: ho trovato una “bella notizia” (e-vangelo, appunto!) e non posso fare a meno di rendere partecipe te, che sei mio amico! Cosa non da poco…
Ben lungi dal cadere vittima di facili entusiasmi o essere propaganda da regime, le considerazioni avanzate costituiscono un tesoro da investire e far fruttare ulteriormente e sempre più. Non c’è da sedersi sugli allori, ma proseguire nella direzione segnata, rinnovando da parte di tutti la disponibilità a crescere, formarsi, pregare: crescere nell’amicizia tra noi e con il buon Dio; formarsi per essere pronti a raccogliere la chiamata del Signore a prenderci cura dei fratelli minori che ci sono affidati dallo Spirito Santo, che li spinge ad aderire alle nostre proposte a loro rivolte, attenti a non improvvisare i rapporti educativi e a non renderli tali; pregare, per convertire i nostri cuori allo sguardo di Gesù, con tanta umiltà, sapendo che nessuno è arrivato alla méta o è più bravo degli altri, solo perché gli è riuscito di fare qualcosa di buono. E con una grande apertura a chi è lontano e a chi, per ragioni diverse, ha bisogno di essere atteso, perdonato, accompagnato, invitato, riaccolto.
don Mauro









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