La Scuola S. Giuseppe

A seguito della proposta presentata al Comune di Chieri nel 1878 dai consiglieri rappresentanti la Borgata di Santena Tosco Giovanni e dott. Filippo Cavaglià, gli amministratori chieresi avevano già allora riconosciuto l’utilità, sia per i bambini che per le loro famiglie, di un Asilo infantile a Santena, e sarebbe stata esaminata la possibilità di istituirlo. Ma pochi mesi dopo venne emesso il Regio decreto per il quale Santena sarebbe stata separata da Chieri diventando comune autonomo. Tale evento bloccò gli studi e i progetti, e l’Asilo venne poi istituito a Santena nel 1881 non dalla amministrazione pubblica santenese da poco costituita, ma dalla munificenza della marchesa Giuseppina (1831-1888), figlia di Gustavo Benso marchese di Cavour, fratello maggiore del grande statista Camillo.

Giuseppina, ultima discendente diretta dei Benso, era andata in sposa al marchese senatore Carlo Alfieri di Sostegno. Ella mise suoi locali posti vicino al castello a disposizione per questo asilo e chiamò a gestirlo le suore di Sant’Anna. L’inaugurazione di questo istituto denominato Asilo infantile “Camillo Cavour” ebbe luogo il 16 novembre 1881 alla presenza del Consiglio comunale, della illustre benefattrice, del clero e della popolazione. Le suore di Sant’Anna già dal 1835 insegnavano a Santena nella scuola elementare femminile fondata dalla gentildonna Giuseppina Filippina di Sales, moglie di Giuseppe Filippo Benso marchese di Cavour.

Alcuni anni dopo la fondazione dell’Asilo, la marchesa Giuseppina decise di sostituire le suore di Sant’Anna insegnanti nell’asilo con quelle di San Vincenzo de’ Paoli, mentre le suore di Sant’Anna continuavano il loro servizio come insegnanti nella scuola elementare. Fu necessario provvedere per queste ultime ad un nuovo alloggio, non essendo possibile a due ordini religiosi diversi fare vita comune sotto lo stesso tetto. Le suore di San Vincenzo restarono nell’asilo fino al 1921, quando la gestione del medesimo tornò alle suore di Sant’Anna.

Nel possesso del castello e dei locali dell’asilo, agli Alfieri di Sostegno succedettero i Visconti Venosta, i quali mantennero gli oneri verso l’istituto che diventò Asilo infantile “Visconti Venosta Cavour”.

Nel 1939 l’Asilo funzionava ancora come un ente privato grazie alla munificenza del marchese Carlo Visconti Venosta, all’opera preziosa delle suore di Sant’Anna e con l’aiuto di privati e volontari. Il marchese si era impegnato ad affittare i locali usati per l’asilo per dieci anni alla cifra simbolica di una lira e a versare un contributo annuo di 5.000 lire. Si ritenne allora che tale contributo, quello del Comune ed eventuali oblazioni fossero sufficienti per garantire il funzionamento dell’istituzione e l’assistenza ai 150 bambini che ospitava.

Il marchese Giovanni, figlio di Luisa Alfieri e di Emilio Visconti Venosta fu l’ultimo della famiglia e alla sua morte, avvenuta nel 1947, il castello e le proprietà attigue, per lascito dell’estinto, divennero proprietà del Comune di Torino. Anche il caseggiato dell’asilo era incluso nel lascito, ma senza l’onere, e questo causò preoccupazione all’amministrazione Comunale di Santena.

Essendo questi locali diventati inadeguati e insufficienti per una popolazione in aumento, il priore di Santena, don Giuseppe Lisa, nel comprensorio dell’oratorio “San Luigi” iniziò la costruzione di un edificio da adibire a scuola materna.

Il 6 Settembre 1964 l’edificio fu benedetto con solenne cerimonia dal vescovo ausiliare mons. Francesco Bottino, venuto a Santena per amministrare la Cresima.

L’edificio risultava composto da ampi locali, pieni di luce e colori, servizi igienici adeguati, riscaldamento. La cerimonia di inaugurazione ufficiale della nuova scuola, alla presenza del sindaco comm. Eugenio Torretta e delle autorità, si svolse l’11 ottobre dello stesso anno, e il giorno 15 dello stesso mese fu definitivamente occupata dai bambini, che abituati agli ambienti scolastici precedenti, trasognati credevano di entrare nel regno delle favole.

Prima di abbandonare il vecchio asilo si ritenne doveroso esprimere sentimenti di grande riconoscenza alla marchesa Visconti Venosta, erede della fondatrice.

Dotato di cappella, alloggio per le suore di Sant’Anna che proseguivano nella loro preziosa opera, il nuovo edificio per un certo tempo svolse anche la funzione di oratorio femminile.

Con l’aumento della popolazione e quindi dei bambini, il numero di suore messe a disposizione dalla Casa Madre diventò inadeguato rispetto anche alle aumentate esigenze e qualità del servizio richiesto. Fu necessario per gli amministratori della scuola avvalersi di altre maestre specializzate da affiancare alle suore. Inevitabilmente questo causò un aumento dei costi di gestione che costrinse a chiedere il pagamento di una retta per chi frequentava la Scuola materna “San Giuseppe”.

Nei primi anni ’90, in un edificio costruito dal Comune, furono istituite alcune classi pubbliche di Scuola materna statale.

Essendo nel tempo diventati elevati i costi di gestione (illuminazione, riscaldamento, pulizie, manutenzioni) e anche quelli del personale, per poter frequentare la Scuola materna “San Giuseppe” occorreva pagare una retta e le famiglie di questi bambini erano notevolmente penalizzate rispetto a quelle che avevano iscritto i figli alla scuola statale, essendo tale scuola gratuita. Questa disparità portava a continue richieste al Comune per l’istituzione di nuove sezioni di scuola materna pubblica. La realizzazione di queste sezioni avrebbe comportato notevoli spese per il Comune, quali la costruzione o l’affitto di locali, le spese di arredamento e i costi di gestione. Inoltre l’aumentare il numero di iscritti alla scuola pubblica comportava il rischio di chiusura della Scuola “San Giuseppe” per mancanza di alunni, perdendo così un grande patrimonio culturale importante per la città di Santena.

Nel 1999, il sindaco Benedetto Nicotra e l’amministrazione comunale decisero la stipulazione di una convenzione con la parrocchia, proprietaria della scuola. Mediante un contributo del Comune alla Scuola dell’infanzia “San Giuseppe” venne ottenuta un’effettiva parificazione tra scuola pubblica e privata, in modo tale che per le famiglie la scelta di dove iscrivere i figli non è stata più condizionata economicamente, ma avvenuta liberamente secondo il proprio desiderio.

La scuola “San Giuseppe” rimane sempre proprietà della parrocchia santi Pietro e Paolo apostoli, viene gestita senza scopo di lucro e la direzione è sempre affidata alle suore di Sant’Anna.

(a cura di Carlo Smeriglio)