Gruppi giovanili

Completata l’iniziazione cristiana, il cammino di formazione cristiana non si conclude. I gruppi del “Dopo-cresima” e i gruppi giovani sono la naturale prosecuzione di un cammino che prosegue per tutta la vita e che ha, negli anni dell’adolescenza e della gioventù, un tempo privilegiato per gettare le basi per la felicità del domani. Un’opportunità da non sottovalutare: ne va della vita stessa e del suo senso.

La suddivisione delle proposte dei gruppi giovanili segue un criterio d’appartenenza per età. I gruppi sono tendenzialmente formati (a meno che esigenze numeriche impongano scelte diverse) da ragazzi e ragazze di due annate:

  • il gruppo dei “Semi”, dalla 2ª alla 3ª media;
  • il gruppo dei “Germogli”, dalla 1ª alla 2ª superiore;
  • il gruppo dei “Tralci”, dalla 3ª alla 5ª superiore;
  • il “Gruppo giovani”, dai 18 anni in su.

La proposta formativa comprende momenti di gioco e socializzazione, approfondimento della fede, preghiera, commisurati all’età dei partecipanti e in proporzioni diverse nelle differenti fasce di appartenenza. È chiaro, ad esempio, che i più giovani dedicheranno nei loro incontri più tempo al gioco, rispetto ai maggiorenni. Gli orizzonti formativi in cui si collocano tutte le proposte sono tre: orizzonte umano (crescere come uomini e donne adulti, maturi, consapevoli, cittadini onesti, con mentalità critica e oggettiva), orizzonte culturale (apprendere i contenuti relativi alla fede), orizzonte spirituale (incontrare il Signore, celebrare la fede, offrire la propria vita in spirito di servizio e donazione).

Gli incontri hanno cadenza settimanale fino al gruppo Triennio. Il Gruppo giovani si ritrova con modalità particolari a seconda degli anni.

La comunità educante fa capo ai pastori della parrocchia, è coordinata da “Fratelli maggiori” (adulti che mettono a disposizione la loro presenza per aiutare animatori ed educatori nella progettazione e nella verifica dei percorsi formativi), è operativa nelle persone degli animatori (ragazzi e ragazze fino alla maggiore età che si sono formati e hanno iniziato esperienze continuative di servizio) ed educatori (giovani maggiorenni, con anzianità di formazione e servizio).

In particolari attività parrocchiali (come l’Estate ragazzi), anche i più giovani, come i pre-adolescenti dei gruppi del “Dopo-cresima”, sono invitati a collaborare e a donare un po’ del loro tempo e del loro voler bene ai bambini e ragazzi più piccoli. Questi giovanissimi collaboratori sono radunati nel ruolo di “Apprendisti animatori”.

Gli incarichi di servizio educativo non sono affidati secondo scatti automatici di anzianità, ma sono legati all’esperienza maturata, all’affidabilità personale, alla maturazione umana, alle competenze acquisite, alla disponibilità alla formazione, alla capacità di lavorare in gruppo. Ciò che si fa in parrocchia, si fa in spirito di servizio: il lavoro è un’altra cosa e occupa altri tempi. Non solo per assenza di risorse e certo non per taccagneria il ruolo educativo, a tutti i livelli, non è remunerato in parrocchia: ciò che spinge chi presta un servizio non è la retribuzione, ma il voler bene disinteressato secondo il cuore di Dio. Che si chiama, appunto, “carità”.