I perché dell’8xmille alla Chiesa cattolica

Se firmo l’8xmille pago dei soldi in più?
No. Ogni firma equivale ad una preferenza. Se firmi, scegli tu a chi indirizzare l’8xmille della tasse già pagate da tutti. Ogni firma vale allo stesso modo: non c’è differenza tra quella di un operaio e quella di un imprenditore. È importante, però, confermare ogni anno la propria scelta per la Chiesa cattolica.

Se non firmo, chi decide dove va l’8xmille?
Lo decide chi, al contrario, ha firmato. Lo Stato italiano, infatti, distribuisce i fondi in base alle scelte fatte dai cittadini. Immaginiamo che su 100 contribuenti firmino in 50. Tutto l’8xmille messo a disposizione dallo Stato sarà ripartito in base alle scelte fatte da questi 50 contribuenti.

Perché l’8xmille alla Chiesa cattolica?
Perché grazie a queste risorse si possono aiutare le persone più bisognose presenti nella tua città, ma anche nei Paesi lontani in via di sviluppo. I fondi ricevuti sono usati per dare supporto alle Caritas diocesane, sostenere i sacerdoti, costituire nuove parrocchie nelle periferie abbandonate e degradate.

Come sono spesi i soldi dell’8xmille?
L’utilizzo è regolato da una legge dello Stato (L. 222/85). La Chiesa cattolica distribuisce i fondi ottenuti per le esigenze religiose di tutte le diocesi e parrocchie, per interventi di carità in Italia e nel Terzo Mondo e per sostenere i sacerdoti. Su www.8xmille.it trovi la mappa delle opere realizzate in Italia.

La Chiesa cattolica accumula ricchezza?
No. Il denaro è un mezzo, non un fine. Le risorse a disposizione sono, quindi, strumento per annunciare il Vangelo con opere concrete per il bene di tutti. La Chiesa che annuncia il Vangelo è fatta di persone concrete da accogliere, spazi per pregare, bisognosi da aiutare, sacerdoti da sostenere. Se il denaro sostiene la Chiesa, è per servire tutti.

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Proseguono i festeggiamenti per il 50° anniversario di fondazione del gruppo Scout “Santena 1”. Martedì 23 maggio, tavola rotonda per educatori, animatori e genitori, sul tema: “I giovani e l’impegno nel mondo. Cambiano i modi restano le motivazioni?”. Intervengono Marco Gaudio (educatore), Piero Gavinelli (già capo Scout d’Italia), Franco Garelli …

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